Si sa, nell’oceano fantastico (in più sensi) dell’erudizione, tra l’altro molto più accessibile di un tempo, ci si imbatte spesso in indici, cataloghi, liste che sprigionano, tra le altre cose, uno straordinario potere ipnotico. Riporto qui l’ultimo esempio che ho incontrato perché, se ci si ferma un istante, dai nomi di quell’elenco emergono, seppur indistinguibili, i volti di una schiera infinita di persone. È tratto dall’introduzione al volume ventesimo dell’Enciclopedia teologica, del Migne1, primo dei quattro dedicati agli ordini religiosi, che riprende e integra il Dizionario degli ordini religiosi del p. Helyot.
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Talvolta ci estasiamo eccessivamente al cospetto delle creazioni del Medioevo, ma come non ricordare che gli edifici gotici non sono apparsi sulla terra da soli, e che i chiostri desolati di cui ammiriamo le rovine, di cui malediciamo la distruzione, non erano certamente più apprezzabili dei monaci che hanno ospitato? Gli amanti dell’arte non sono gli unici a piangere questo atto vandalico. Gli stessi protestanti non sono forse del medesimo parere che sia stato il fanatismo, un’empietà, diciamo antipatriottica, a privare l’Europa di questi asili della pietà, del pentimento e dello studio? Li abbiamo visti numerare le pietre dei porticati, i pilastri troncati dei nostri antichi monumenti cattolici, e trasportare tali testimonianze oltre la Manica, per conservarne il ricordo grazie a musei di nuovo tipo. Più sovente, e ovunque, abbiamo visto l’artista, dopo aver sognato e pianto all’ombra dei resti di un chiostro, che il martello dell’operaio avrebbe dovuto abbattere l’indomani, affidare il frutto delle sue impressioni alla matita o al pennello. Così sono arrivati a noi alcuni frammenti di Cluny, di Savigny, di Jumièges, ecc. Ma perché lasciare che la memoria degli uomini si spenga? Diciamo meglio, delle congregazioni a cui dobbiamo questi prodigi, delle società alle quali le lettere e le arti sembrano tributare tanta riconoscenza?
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L’opera che intraprendiamo è il miglior rimedio ai mali prodotti dalle passioni e dai pregiudizi. E dimostrerà che gli ordini religiosi non meritavano né il disprezzo né le persecuzioni di cui furono fatti oggetto; mostrerà che lo spirito del Vangelo durerà tanto quanto il Vangelo, e produrrà meraviglie di perfezione anche ai nostri giorni. Lo giudicheremo dall’indicazione di alcune delle società di cui dovremo parlare, e che nomineremo qui senza obbligarci a seguire l’ordine cronologico.
1. Tra le congregazioni omesse da Hélyot, citeremo i fratelli detenuti di Vendôme, e altre istituzioni simili; la Congregazione dei Benedettini di Chalais, detti Calésiens, sui monti della Chartreuse; le Congregazioni dell’Oratorio, in Provenza; il Seminario dello Spirito Santo; i Benedettini della Congregazione del Paraclito; gli Ospitalieri della Misericordia di Gesù; le Suore dell’Educazione Cristiana di Fougères; le Suore dello Spirito Santo, dette sorelle bianche; i Paolini; la Congregazione di Nostra Signora del Canada; le Suore di Sanata Marta d’Angoulême; le Suore di Sant’Agnese, società d’istruzione della diocesi di Puy; le Suore della Carità e dell’Educazione Cristiana di Nevers; ecc.
2. Tra quelle che si formarono successivamente citeremo i Passionisti Società della Penitenza; i missionari dello Spirito Santo, o Compagnia di Maria; la Congregazione degli Eremiti di Mont-Valérien; la Società del Prezioso Sangue; i Redentoristi; la Società del Sacro Cuore; la società dei Padri della Fede di Gesù; la società dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, detta Picpus; i Marianiti; i Sacerdoti Poveri; la società dei Preti dei Ritiri eremiti di Valloires; i Padri della Misericordia, i fratelli dell’Educazione Cristiana; i fratelli dell’Educazione Cristiana, congregazione bretone; varie società di fratelli sotto l’invocazione di San Giuseppe e altri; la Congregazione di Carità di Mr. Rosmini; gli Oblati di Maria; il Terz’Ordine di Nostra Signora della Trappa; gli Oblati dell’Immacolata Concezione, a Marsiglia; i Mechitaristi; i fratelli delle Buone Opere; gli Eremiti di Nostra Signora di Liesse; i sacerdoti del Sacro Cuore di Tolosa; i Maristi; i missionari della Congregazione della Conferenza di Napoli; la società di Nazaret, Neufchâtel; la Compagnia di San Giuseppe, a Saint-Fuscien; la Congregazione di Nostra Signora della Santa Croce, a Le Mans; la società dei fratelli di Sion-Vaudemont; i chierici di Saint-Viateur; la società dei Preti di Saint-Méen; i fratelli della Sacra Famiglia; la società di San Luigi di Juilly; varie congregazioni di missionari; la società secolare del Sacro Cuore; i fratelli Agronomi, ecc.; la comunità di Sainte-Aure; i Norbertini; le ragazze di Sant’Agata; le figlie di Santa Margherita, la comunità di monache di Auneau; le Suore della Sapienza; le Suore della Carità di Evron; le monache della Congregazione del Santissimo Redentore; le Suore di Ernemont; le Suore degli Esercizi; le Suore di Sant’Alessio, di Limoges; le Suore della Presentazione, di Tours; le Suore di San Maurizio, di Chartres; le Suore della Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, dette Zelote; le monache delle Congregazioni del Terz’Ordine di Nostra Signora della Trappa; le monache del Sacro Cuore; i Benedettini del Sacro Cuore di Maria; le Suore di San Carlo; le Suore del Sangue di Gesù; le Suore del Santissimo Sacramento, a Mâcon; le Suore della Croce, dette di Sant’Andrea; le monache dell’Immacolata Concezione, di Roma; i fedeli compagni di Gesù; la comunità delle Suore Paccanariste; la Congregazione della Madre di Dio; le sorelle di San Giuseppe di Cluny; le Orsoline di Gesù, dette di Chavagne; le Dame della Carità di San Luigi di Vannes; le figlie di Santa Genoveffa; i Celestini; le Suore della Misericordia della diocesi di Séez; le Suore della Misericordia, conosciute fin dalle Scuole Cristiane come Suore della Provvidenza, di Porthieux; le Suore della Provvidenza, di Ruillé; altre società omonime; le Dame di Santa Clotilde; la Congregazione di Nostra Signora, in Belgio; le sorelle della Dottrina Cristiana; le Dame degli Esercizi, della Società di Maria; le Suore del Sacro Cuore, della diocesi di Rouen; le Suore della Misericordia, in Inghilterra; le Suore di Gesù Maria, in Irlanda; le Suore di Gesù Maria, della Società di Lione; le Suore di Santa Sofia; le Suore del Buon Salvatore, della casa di Caen; le sorelle di Nostra Signora Ausiliatrice o del Buon Soccorso, dette Gardes-Malades; le Suore della Sacra Infanzia, le Suore della Sacra Famiglia; le Suore della Natività; le Dame della Santissima Trinità, di Valencia; la Congregazione di Nostra Signora dei Sette Dolori, per i sordomuti; le monache di Loreto; le monache trinitarie della congregazione di San Giacomo, diocesi di Coutances; le Suore di San Giuseppe dell’Apparizione; le Suore della Compassione della Beata Vergine; le Suore dell’Immacolata Concezione di Castres; le monache dell’Assunta; le Suore di San Gildo; le Suore di Santa Maria; le sorelle di San Luigi, di Juilly; le Suore di Nazaret, della diocesi di Parigi; la società delle Suore di Rillé, a Fougères; le figlie del Sacro Cuore di Maria, di Niort; le figlie della Santa Vergine; e varie case, che vivono sotto una regola speciale, come la società secolare del Sacro Cuore, il Terz’Ordine del Monte Carmelo, la Congregazione del Sacro Cuore di Maria degli Eudisti, ecc.
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- Enciclopedia teologica, o Serie di dizionari su tutte le parti della scienza religiosa che offrono in francese la teologia più chiara, facile, comoda, variata e completa. Tali dizionari riguardano: Sacra Scrittura, sacra filologia, liturgia, diritto canonico, eresie e scismi, libri giansenisti, messi all’Indice e condannati, proposizioni condannate, concili, cerimonie e riti, casi di coscienza, ordini religiosi (maschili e femminili), legislazione religiosa, teologia dogmatica e morale, passioni, virtù e vizi, storia ecclesiastica, archeologia sacra, musica religiosa, geografia sacra ed ecclesiastica, araldica e numismatica religiosa, religiosi varie, filosofia, diplomatica e scienze occulte. Pubblicato [in 50 volumi] dal signor Abate Migne, editore di corsi completi su ogni ramo della scienza religiosa.
È nel clima delle polemiche sviluppatesi nella seconda metà del XIII secolo circa la diffusione (incontrollata?) degli ordini mendicanti che il domenicano Umberto da Romans, concluse le fatiche del generalato nel 1263, durante il quale molto fece per la riforma dell’Ordine, inserì nel suo trattato De eruditione praedicatorum un breve capitolo assai significativo, intitolato:
Nel 1561, e in edizione accresciuta nel 1575, Pietro Ricordati (anche Calzolari), monaco benedettino e «indagatore eruditissimo», dà alle stampe una monumentale Historia monastica, un «enorme zibaldone storico-narrativo, in forma di repertorio cronologico» che mira a ricordare al mondo la gloria passata dell’ordine benedettino che all’epoca si diceva ampiamente decaduto. Con evidente riferimento al modello boccaccesco, l’immensa materia è ordinata – o forse bisognerebbe dire accatastata – in cinque giornate ed esposta in forma di dialogo, di reciproco racconto, tra un gruppo di religiosi, avviato in uno dei chiostri del monastero di Santa Giustina a Padova.
Da cento anni in qua il Monasterio non è più chiamato Caravalle, ma Chiaravalle, essendo fatto raro di fabbriche, d’entrate, e rarite le sostanze, e però è fatto chiaro e Chiaravalle; sono deteriorate l’entrate, e migliorato l’aria, e fatta più chiara, e per[ci]ò le Cicogne, solite a nidificare in questo Monasterio, si sono levate, se bene si adducono altre ragioni, e sono queste. Mentre Attila flagello di Dio assediava la Città di Aquileia, e Ezzelino s’accingeva alla rovina d’un ben munito e forte Palazzo, le Cicogne, che facevano il nido in durevoli e alti luoghi delle fabbriche, trassero i nidi e l’ova in sicuro, abbandonando i luoghi che presto dovevano rovinare. Le Cicogne, dunque, che sicuramente nidificavano sopra a campanili, a camini e altri luoghi eminenti del Monasterio di Chiaravalle fino a 20 nidi, si partirno di questo luogo l’anno 1574, prevedendo la gran Peste che venne nello Stato di Milano e in altre Città d’Italia l’anno 1575, e la perpetuità [dell’abbaziato] che doveva essere introdotta nella nostra Congregazione l’anno 1580 d’alcuni Abbati che non ebbero grazia di morir contenti.
Capitolo XIV. Della modestia in commune
La condanna al «non va mai bene niente» in una mirabile pagina di san Gregorio Magno, dal libro VIII dei suoi Moralia in Job (in un volgarizzamento trecentesco, ancorché un po’ «succinto»):
Quando Dio comandò che nel Tabernacolo si conservasse il fuoco, e che vi fusse mai sempre materia per mantenerlo, volle con tal cerimonia dare ad intendere che il fuoco, che dovea mandare esso in terra, non si debba estinguere nel Tabernacolo del Cuore, ma bensì aggiungervi in ogni tempo motivi per fomentarlo, al che sì come sono tenuti tutti i fedeli, così pare che molto più lo debbano fare coloro che astretti co’ voti s’impegnarono ne’ ministeri Divini: la mente loro appunto sembrar deve il Roveto di Mosè sempre circondato da fiamme, che non consuma, ma perfettiona, che non in cenere, ma in partecipata Divinità trasforma.
VIII. Svelamento dell’interiorità

