Cap. VII. Suor Giuseppa Rosa è fatta Maestra delle Novizie – Come ne adempie il grave e delicato ufficio.
Non è chi non vegga e non senta la importanza somma che in un Ordine religioso ha l’officio di Maestra delle Novizie. Per un rispetto si può dire il più importante dell’Ordine; perocché è al Noviziato e a chi lo governa che si lega la esistenza e il buon andamento dell’Ordine stesso. Se la Superiora Generale deve dirigere e moderare l’Ordine in tutti i suoi rapporti interni ed esterni, la Maestra delle Novizie dee formare lo spirito e il cuore di quelle giovani, che il Signore chiama a riempire il vuoto che lasciano quelle che, compiuto il loro corso, sen vanno a miglior vita: l’azione della prima è piuttosto esterna, quella della seconda è piuttosto interna: alla prima spetta, se vuoi, una parte più brillante, alla seconda più vitale. Ed è mestieri che sia ben informata dello spirito dell’Ordine, e dotata di grandi virtù non solo, ma di sottile accorgimento colei che è destinala a perpetuare lo spirito dell’Ordine, e quindi in un senso l’Ordine stesso.
[Scelta come maestra delle novizie] Suor Giuseppa si mise tosto all’opera con tutto lo zelo di cui era capace. Una maestra delle Novizie che vuol riuscire nel suo officio, dee adempire queste due parti: 1. In primo luogo dee presentare in se stessa il modello più perfetto dell’osservanza di quella Regola che dee insegnare. 2. Guadagnata con l’esempio la stima e la fiducia delle Novizie, dee spiegare lo zelo più instancabile congiunto ad una discrezione e prudenza consumata nell’informarne gli animi. Dove mancasse una sola di queste doti sarebbe follia ogni speranza di buon riuscimento.
Una comunità religiosa ha molte regole: ve n’hanno di sostanziali e accessorie, di principali e secondarie. La religiosa dee tendere alla perfezione, e però dee scrupolosamente evitare tutto quello che l’impedisce o la scema, e far tutto quello che ad essa conduce. Ora, tutte le regole d’un Ordine, anche le più minute e agli occhi del mondo spregevoli, cospirano mirabilmente a rimuovere ogni difetto e a condurre alla perfezione. Sono le centinaja di piccoli ruscelli che formano i gran fiumi: così sono le cose piccole, le regole che pajono di poco momento che, riunite insieme e osservate, formano la perfezione della vita religiosa: quindi l’anima che vuole davvero giungere alla perfezione, e più l’anima che dee condurvi altri, le deve osservare tutte con ogni esattezza. Giovano assai le parole, le belle istruzioni; ma giova ben più l’esempio vivo ed eloquente di chi alla parola accompagna l’opera.
■ Alcune memorie intorno alla vita di Suor Giuseppa Rosa, al secolo Margherita, Maestra delle Novizie nell’Istituto delle Suore della Carità, raccolte e scritte dal Prevosto di Lovere D.re Geremia Bonomelli, Brescia, Tipografia del Pio Istituto in San Barnaba, 1870, pp. 33-35.


