Evidenziatore

9. Enzo Bianchi, Al termine del giorno. Parole per illuminare il viaggio interiore, 2017:

Noi uomini non siamo angeli e non ci è chiesto di negare il nostro «io» fino a distruggerlo; ci è chiesto però di tenerlo in sinfonia nella logica del «noi». Io, tu, noi: questa è la dinamica che ci spetta dal mattino alla sera. Si passa dal mio «io» che nel momento in cui ci alziamo è solo a svegliarsi; al «tu» che subito dopo diciamo davanti a Dio nella preghiera e all’ufficio; al «tu» che poi rivolgiamo nel corso della giornata al fratello o alla sorella che incontriamo, un «tu» che diciamo però per giungere infine al «noi», perché tale è la comunità.

8. Ernie Pyle, Ernie Pyle’s Southwest, 1965, citato in Alex Shoumatoff, Leggende del deserto americano, 1997:

È cresciuta dentro di me l’idea ossessiva che l’unico modo di trovare la pace interiore sia andare da qualche parte nel deserto, lontano da tutto, e stare semplicemente seduto.

7. Raoul Manselli, San Bernardo e la religiosità popolare, 1975:

È davvero strano che un uomo di cui non si può mettere in dubbio la sensibilità psicologica squisita nei riguardi degli individui sia stato altrettanto sordo nei confronti delle masse. La verità è che per san Bernardo le masse sono quantità, non – ci si perdoni l’espressione paradossale – delle persone umane da portare a un cristianesimo più alto. Egli non vede nel numero di persone che compongono le folle le individualità da cogliere e raggiungere, ma piuttosto il gregge da disciplinare, incanalare, guidare nelle vie che la gerarchia elabora e alle quali si deve, in sostanza, obbedienza e rispetto. Il resto non conta.

6. Emanuela Ghini, Vie di preghiera, 2013:

Oggi che si è tutti protesi, sui fronti più diversi, a ricercare scuole, metodi, tecniche di preghiera, nel tentativo mai appagato di entrare in comunione con Dio, una rilettura di qualche passo dei Padri del deserto può essere stimolante e provocatoria. Questi vecchi solitari emergono dal fondo dei secoli così vivi e veri, così carichi di esperienza spirituale, così capaci di educarci, che si impongono alla nostra attenzione e colmano tante nostre attese. Certo, le loro risposte sono spesso sconcertanti. Vanno al di là delle domande. Rimuovono molte presunte sicurezze. Uomini e donne semplici e vigorosi, i Padri e le Madri del deserto possono sembrare a tutta prima incapaci di cogliere le nostre complessità e tortuosità di moderni, il lavorio incessante e logorante delle nostre coscienze tormentate. Ma se ci lasciamo attrarre da loro, ci si aprono davanti spazi diversi e vasti, in cui possiamo inoltrarci con un senso tutto nuovo di liberazione.

5. Grado Giovanni Merlo, Frate Francesco, 2013:

Il personaggio vale di per sé, è esso stesso realtà: in tale senso Francesco d’Assisi, frate e santo, appunto come personaggio non differisce da Myskin, da Ivanhoe, da Sandokan, da Biancaneve, e così via. Ciò vale in riferimento non soltanto alle opere di letterati e artisti, ma anche ai più ampi e diversi campi delle idealità politiche e delle battaglie ideologiche, che hanno generato e generano una continua proliferazione (francamente difficile da reggere) di san Franceschi, quasi si trattasse di personaggio cangiante, fregoliano, soggetto a perenni trasformazioni: dal san Francesco rosso (socialista, comunista, terzomondista, internazionalista, movimentista) al san Francesco nero (nazionalista, littoriale), dal san Francesco verde (ecologista, ambientalista, animalista, naturalista, planetario) al san Francesco rosa (femminileggiante, femminista), rispetto ai quali non si può nascondere una certa predilezione per il san Francesco dei liquori, dei dolciumi e delle acque minerali che si muove in libera concorrenza con il sant’Antonio e gli altri santi presi a simbolo di prodotti concorrenti.

4. Helder Camara, 44ª Circolare, Roma, 26.11.1962:

Così come nell’ora della Provvidenza Dio liberò il Papa dallo Stato Pontificio (ma Pio IX e i cattolici di tutto il mondo in quel momento non lo capirono bene), verrà il giorno in cui il Padre libererà il Vicario di Cristo dal lusso del Vaticano. Durante il bombardamento di Roma ero arrivato a pensare che Dio avrebbe agito lasciando che una bomba liquidasse ciò che sembrava impossibile abbandonare in altro modo. Non avrebbe funzionato: Rockfeller avrebbe ricostruito un Vaticano ancora più ampio e lussuoso. La riforma deve venire da dentro. Come sarebbe bello per il mondo se, anziché arrivare il giorno della devastazione, dell’incendio e del saccheggio (come tante volte mi è capitato di vedere), partisse dal Papa il gesto di spogliarsi.

3. Peter Brown, Il corpo e la società, 1988:

Da una lettera scoperta di recente sappiamo che negli anni in cui Cassiano stilava le sue opere Agostino aveva scritto nientemeno che ad Attico, lo scaltro vescovo di Costantinopoli succeduto a Giovanni Crisostomo. In quella lettera Agostino, un vecchio ormai debole vicino ai settant’anni, avanzava l’ipotesi che Attico non gli avesse scritto perché a Costantinopoli lo si dava per morto, la qual cosa non era sorprendente, diceva Agostino con la sua immancabile serenità letteraria, «perché non c’è nulla di più credibile che un uomo, nato per morire, sia morto».

2. Ludwig Wittgenstein, lettera a Yorick Smithies (ex allievo), 7.4.1944:

La notizia che sei entrato a far parte della Chiesa cattolica è giunta effettivamente inaspettata. Ma se sia una notizia buona, oppure cattiva – come faccio a saperlo? Mi sembra chiaro quanto segue. Decidere di diventare cristiani è come decidere di smettere di camminare per terra per prendere a camminare su una fune, dove niente è più facile che scivolare e ogni scarto può essere fatale.

1. Gregorio di Nazianzo, Epigrammi, 7:

O colloqui, o comune casa dell’amicizia, amata Atene, / o comunione di vita divina, un tempo! / Sappiate che Basilio è andato in cielo, come bramava, / e Gregorio qui in terra ha le labbra incatenate.

Una risposta a “Evidenziatore

  1. Francesca

    La prima citazione, quella di Helder Camara, è una profezia su Papa Francesco?

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