«Vecchie abitudini devote» (Reperti 27: Kavafis)

Se non sbaglio è l’unica volta che il termine compare nel corpus delle poesie di Kavafis, il «canone». Non è nemmeno un «reperto», è giusto un’evocazione in una delle innumerevoli, splendide e trasparenti poesie dedicate alle figure della storia bizantina, in questo caso a Manuele Comneno, imperatore di Bisanzio dal 1143 al 1180.

L’imperatore Manuele Comneno

un malinconico giorno di settembre

sentì approssimarsi la morte. Gli astrologi

di corte (ben pagati) blateravano

che sarebbe vissuto molti anni ancora.

Mentre quelli parlavano, lui

ricordava vecchie abitudini devote,

e ordinò che dalle celle dei monaci

portassero paramenti sacerdotali,

li indossò, ben lieto di mostrare

l’aspetto modesto di un monaco o di un prete.

 

Felici quanti hanno fede,

e finiscono i loro giorni come il re Manuele

vestiti di umiltà nel loro credo.

Costantino Kavafis, Manuele Comneno, in Le poesie, traduzione e cura di N. Crocetti, Einaudi 2015, pp. 39-41.

 

 

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