Panni stesi (Dice il monaco, LXXXIX)

Dice Giuliana di Norwich, monaca (benedettina) reclusa, intorno al 1393, scrivendo della Passione di Cristo e «osservandone» da vicino il corpo sulla croce:

Io vidi quattro motivi per cui il corpo inaridiva. Il primo era la mancanza di sangue. Il secondo il dolore che ne seguiva. Il terzo era che il corpo stava appeso nell’aria come quando gli uomini appendono un panno ad asciugare. Il quarto era che la natura del corpo richiede umore, e non c’era alcun tipo di conforto che potesse essergli offerto.

♦ Giuliana di Norwich, Una rivelazione dell’amore, introduzione, traduzione del testo critico e note di D. Pezzini, Àncora 2015, cap. 17, p. 175. (Le letture recenti sul fenomeno della reclusione mi hanno spinto ad avvicinarmi al libro formidabile di Giuliana. Non avevo mai trovato l’immagine di Gesù appeso alla croce come un panno steso ad asciugare. All’improvviso molte «Crocifissioni» dipinte mi sono apparse sotto una luce diversa.)

 

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