Mi raccomando, fratelli, il marsupio è un no (Dice il monaco, XXIII)

Dice Ogerio di Lucedio, abate cisterciense, agli inizi del XIII secolo:

O monaco di Dio, o discepolo di Cristo, ascoltami, ascolta il mio consiglio. Il diavolo ti vuole estrarre, svellere dal gregge del Signore. Bada di non consentirgli, di non credergli; egli infatti è mendace. Ti vuole uccidere, ti vuole assassinare, ti vuole portare con sé nella gehenna. Guardatevi dalle cassette, guardatevi dai marsupi [loculis; marsupiis]: sono trabocchetti del diavolo. E pure: quanti si perdono per essi, quanti uccidono per essi! Dicono di Giuda che fosse un ladro e tenesse la cassa, ecc. Costui, poiché cercò il lucro, finì nel cappio: perse la vita e lucrò la morte. E pure: quante cassette, ahimè, quanti marsupi ci sono nei monasteri di san Benedetto! Quanti cocollati, tonsurati fin sopra le orecchie, hanno il marsupio dello spirito, la cassetta della propria volontà, il marsupio della mormorazione, della maldicenza, della svagatezza, della superbia e dell’ira, dell’invidia e della cattiva volontà! Ma ricordate, fratelli carissimi: coloro che fanno ciò seguiranno Giuda il traditore: e così, se non si pentiranno, perderanno il regno di Dio.

Ogerio di Lucedio (ca. 1136-1214), Sermoni, I, 3; cit. in Giovanni Lunardi, La spiritualità dei padri monastici del secolo XII, Edizioni La Scala 2012, p. 74 (il testo originale si può vedere qui).

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