Tisane, francobolli e raccolte di saggi

Francobollo Montecassino

Avere un «Google Alert» per «monachesimo», ordinare le cartelle dei siti preferiti – appunto – per Ordine, essere iscritto a un certo numero di newsletter. Spulciare i siti come Quel che passa il convento e Prodotti monastici dall’Italia e dal mondo, e fare confronti tra la «Tisana alle erbe “D”», delle Benedettine di Orte, o la «Tisana LS3», dell’Abbazia di Finalpia; oppure valutare la piccola pasticceria su Monastic – Le Savoir-faire des Monastères. Andare al Salone del Libro di Torino e comprare tutte le novità che hanno «monac*» nel titolo (acquisti interessanti, quest’anno). Passare del tempo (complessivamente saranno decine di ore) su Romanes.com a sfogliare gli album fotografici delle abbazie francesi. Ascoltare tanto gregoriano. Passare ai raggi X una bancarella di libri usati e andarsene tutti contenti con in mano Scottish Abbeys. An Introduction to the medieval abbeys and priories of Scotland, dell’Ispettore per i Monumenti Antichi della Scozia, Stewart Cruden, pubblicato nel 1960 dall’Her Majesty’s Stationery Office. Esplorare Project Gutenberg e scaricare Avvenimenti faceti raccolti da un anonimo siciliano, di Giuseppe Pitrè, perché sicuramente ci sarà qualche bella storiella di monaci (e infatti c’è). Comprare un pacchetto di caramelle solo perché sulla confezione c’è l’immagine di un monaco. Guardare sistematicamente sul canale YouTube di TV2000 i bei documentari della serie «I passi del silenzio», dedicati alle comunità monastiche italiane (ci vuole un po’ di tempo, perché ogni puntata dura circa un’ora, e le stagioni sono già quattro, ma ne vale la pena, perché si possono ascoltare un po’ diffusamente le parole di monaci e monache di oggi, oltre a vederli per così dire in azione). Curare una piccola raccolta di francobolli di soggetto religioso/monastico (il 19 luglio 2012 le Poste Italiane hanno emesso un francobollo da 0,60 della serie tematica «Il Turismo» dedicato a Montecassino, e adesso è frequente trovarlo sulle buste). Eccetera, eccetera.

Ecco, anche questo fa parte del mio «essere appassionato di monachesimo». Non soltanto questo, certo, perché poi ci sono la raccolta dei saggi di Benedetto Calati, l’edizione commentata della Regola del Maestro (due splendidi volumi a cura di Marcellina Bozzi, o.s.b., e Alberto Grilli), le riviste specializzate e un semplice quanto ostinato desiderio di comprensione, ma è giusto che mi chieda se nell’espressione di cui sopra il termine intercambiabile non sia proprio «monachesimo». Perché a volte qui sembra che abbia più importanza il come del cosa. Lo dico soprattutto per prevenire quel sentimento pericoloso che spinge a inorgoglirsi dei propri interessi, a pensare che interessarmi di un argomento piuttosto che di un altro mi renda migliore: attenzione, io non colleziono adesivi e sticker (cosa che peraltro faccio), io m’interesso di monachesimo!

Il mio atteggiamento, la mia passione e i suoi modi sono, appunto, tipici, e ci posso convivere serenamente. Mi illudo che ci sia almeno una qualche forma di ricaduta pratica, sia sul versante del come (cosa significa interessarsi a qualcosa?), sia su quello del cosa: una scelta più sensata magari riesco ad azzeccarla se al momento giusto mi ricordo di quello che dice abba Poemen.

7 commenti

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7 risposte a “Tisane, francobolli e raccolte di saggi

  1. nicola

    Il desiderio di comprensione puo’ essere soddisfatto, in parte naturalmente,da un’esperienza (magari una settimana) di vita monastica.
    Un’attrazione così forte per il monachesimo non viene così per nulla.. 🙂

  2. MrPotts

    Sì, Nicola, è vero. Ma ho sempre preferito non farlo, perché comunque mi sentirei fuori posto, e anche un po’ insincero nei confronti di chi mi ospitasse. Mi accontento di quelle due ore di visita turistica, guidata o no.

    • nicola

      ..la maggior parte dei monasteri ospita volentieri anche atei dichiarati, non si preoccupi quindi per la sincerità. 🙂
      L’unico timore e rischio effettivo è che, una volta usciti, qualcosa possa muoversi dentro e che qualcosa delle nostre convinzioni possa mutare un po’ 😉

  3. Paolo

    Spero di leggere presto su questo blog, oltre al resto, anche qualcosa riguardo gli “acquisti interessanti” fatti al Salone del Libro.
    Un fedele ammiratore.

    • MrPotts

      Grazie, Paolo, e, sì, ci puoi contare. Per un libro in particolare sto aspettando un’informazione, che ho chiesto alla fonte, da cui dipende secondo me una buona parte del senso della pubblicazione.

  4. @

    Per un po’ di tempo ho collezionato fotografie dello stesso posto in giorni diversi. Avevo scelto un campo, l’unico spazio vuoto nel mio percorso quotidiano. Questa passione in effetti mi inorgogliva assai. Campo al mattino, campo al tramonto, campo col prato tagliato, campo coi rondini. La luce era sempre diversa, e anch’io. Poi un giorno mi sono stufata e ho smesso di fotografarlo. È stato anni fa. Ci sono passata di recente e ho visto che ci hanno costruito una rotonda, con gli svincoli e tutto il resto, una bella rotonda, anche se la forma è più ovale. Le foto le ho tenute in un cassetto per un po’, poi le ho buttate perché mi facevano soffrire. Non so perché, forse perché erano la dimostrazione che non avevo saputo arrivare fino in fondo. Oppure per la vergogna di essermi sentita importante con un’idea così banale.
    Ancora adesso, se ci ripenso, provo una fitta dolorosa e calda.
    Qui di solito leggo soltanto, è molto bello, lo spazio dei monaci tocca tutti gli estremi dell’esistenza, i nodi duri, le parole pericolose, ma con delicatezza e uno sfondo chiaro di pace che mi calma. È bello assistere rimanendo ai bordi, una cornice muta. oggi ho deviato dalla (mia) regola, spero mi perdonerò 🙂

    • MrPotts

      Intanto, grazie per la deviazione, @. Ho riconosciuto quel momento, nel quale si butta via qualcosa cui si è dedicato tempo, e pensieri. E’ un istante che può avere una lunga eco.

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