Un goccio di latte

Tra i temi iconografici più curiosi, e inquietanti, che vedono protagonista Bernardo di Chiaravalle c’è quello della lactatio Virginis, cioè dell’allattamento simbolico del dottore mellifluo da parte della Madonna. Un fatto miracoloso, attribuitogli ben dopo la sua morte, che rappresenta, per così dire, l’autorizzazione suprema a predicare, l’investitura più alta. È un tema che viene da lontano e che gli studiosi hanno pazientemente rintracciato in una lettera di Pier Damiani (la XXIX).

Simbolico fino a un certo punto, a dire la verità. Negli esempi pittorici prevale, ovviamente, lo zampillo, e quindi la distanza, a garanzia anche di decenza.

Ma nelle fonti scritte la faccenda si complica. In una delle raccolte agiografiche di esempi edificanti (dei primi del Trecento) si legge ad esempio che il giovane monaco cisterciense un giorno si addormentò nella chiesa di Châtillon-sur-Seine, in attesa della predica (e già qui ci sarebbe qualcosa da dire…). La Madonna allora «mise la sua santa mammella nella sua bocca e gli insegnò la scienza divina. E da allora egli fu uno dei predicatori più sottili del suo tempo».

(Cfr. Laura Dal Prà, Bernardo di Clairvaux. Un santo e la sua immagine, in Bernardo di Clairvaux, Jaca Book 2007.)

2 commenti

Archiviato in Cisterciensi, Iconografia

2 risposte a “Un goccio di latte

  1. fra Alberto

    Bello non trovi? Per me é stupendo, soprattutto perché non ha nessun significato erotico, ma é semplicemente l´esperienza mistica in cui Maria, sede della Sapienza, dona al figlio Bernardo la sapienza

  2. Olga

    Così come il latte della madre è il primo nutrimento per il bambino, che gli assicura la vita fisica, il ‘latte’ della Madre celeste è qui nutrimento spirituale, che dona il ‘discernimento’ dei santi, la vita e la conoscenza oltre la ‘cortina’ della vita terrena, nell’esperienza mistica dell’estasi, sempre velata, per i più, dalla difficoltà di comunicazione tra i due mondi.
    E’ infatti solo la condizione della ascesi (o ‘doni’ specifici) che permette di percepire questo mistero.
    Naturalmente l’episodio narrato fa parte di una narrazione agiografica che può essere interpretata in modo più o meno simbolico, il cui significato è però ormai distante dalle nostre vite frettolose in cui si è perso il contatto con una conoscenza, anche minima, dei principi teologici che stanno pur sempre alla base della nostra cultura.

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