Otto buoi (Dice il monaco, XXVII)

Scrive Isacco della Stella, cisterciense, abate di Notre-Dame de l’Étoile, in una lettera a Giovanni de Bellesmains dopo il 1150:

Ma ecco, mentre eravamo felici di scrivervi queste cose, sia per la materia, sia per la persona, affinché non oltrepassassimo la misura di una lettera, ci ha pensato il vostro Ugo di Chauvigny, che con un attacco improvviso si è lanciato su di noi, e di sua propria mano ha percosso in modo aspro e crudele alcuni nostri conversi; ha ferito in modo vergognoso alcuni famigli; ha vomitato contro la nostra persona, al momento assente, numerosi insulti e minacce; ha rapito otto buoi e pensiamo li abbia già venduti [De bobus octo rapuit, et, ut putamus, iam vendidit]. E la sua mano è ancora tesa all’attacco! Sui tetti va già dicendo che in me si vendicherà di tutti gli inglesi. Volesse il cielo che non fossi inglese, o che qui, dove sono in esilio, non avessi mai visto inglesi! [Utinam aut Anglus non fuissem, aut, ubi exsulo, Anglos numquam vidissem!].

(La citazione è un promemoria per il monaco, filosofo e scrittore che è stato definito «il grande mistero di Cîteaux», i cui Sermoni saranno una delle prime letture del prossimo anno; Isacco della Stella, I sermoni, vol. I, a cura di D. Pezzini, Edizioni Paoline 2006, p. 13).

 

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