Poveri esseri di un giorno (Dice il monaco, LXXXVII)

Mi capita spesso di leggere pagine di autori certosini come se fossero resoconti di viaggio in una terra lontana e ignota, se non – devo essere sincero – come descrizioni di un mondo alternativo, nel quale esseri viventi del tutto simili a noi, dotati forse solo di una più accesa autoconsapevolezza, fanno esperienza di una realtà che nella nostra dimensione, invece, non è data. Letteratura fantastica, in un certo senso. E qui la distanza per me è incolmabile, anche, se non soprattutto, quando la spesso incomparabile mitezza certosina di quei resoconti può spingere a dire sottovoce: «Se solo fosse vero…»

Anche quando… dice Augustin Guillerand, certosino, morto nel 1945:

Creature impotenti, poveri esseri di un giorno, piccoli fiori nati all’alba e già appassiti alla sera, eppure possiamo volgerci verso di lui e immediatamente ci dà ascolto, ci parla, ci accarezza, si dà a noi; si china sulla nostra miseria e la innalza fino al suo trono; ci fa entrare nella sua dimora, e questa dimora è il suo Amore, è il respiro stesso del suo Essere e della sua vita. Io stancherei il migliore e il meno occupato degli uomini presentandomi così a lui ad ogni momento con, purtroppo, una disinvoltura e una sfacciataggine che offenderebbero anche i più indulgenti; Dio mi riceve sempre, perdona e scusa i miei modi sfacciati. Egli mi riceve e mi coccola. Mi scopre gli splendori del suo palazzo, ha sempre qualche luce nuova da offrire alla mia intelligenza, qualche delizia per il mio cuore. E se la luce è antica, egli la riveste di freschezza come un fiore di una acerba primavera; e se crede utile lasciarmi nella notte, questa stessa notte si illumina di chiarezza e le tenebre più spesse si cambiano in vive luci. E se mi rifiuta le delizie sensibili, mi fa trovare nella preghiera del deserto delle dolcezze superiori che incantano la mia fede di bimbo che confida in suo Padre.

♦ Augustin Guillerand, in Alla scuola del silenzio. Un itinerario di contemplazione. Antologia di autori certosini, prefazione di A. Matteo, Rubbettino 2021, pp. 193-94.

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