San Colmano rattristato

Oggi ho trovato su una bancarella un libretto che sotto la sua copertina e il suo titolo assai sobri nascondeva un piccolo tesoro, o che per lo meno tale è sembrato a me, che non lo conoscevo. Si intitola A Celtic Miscellany, è curato da Kenneth Hurlstone Jackson ed è apparso per la prima volta nel 1951. Da allora è stato regolarmente ristampato. La copia finita in mio possesso è del 1988, ma il libro è tuttora disponibile in edizione assai più recente1.

Il volume contiene 244 brani, di diversa lunghezza, tradotti in inglese corrente dalle «letterature celtiche» (cioè dalle «sei letterature composte nelle lingue celtiche»: irlandese, gallese, gaelica, mannese, cornica e bretone) e suddivisi per argomento.

Al numero 236, nella sezione «Religione», si può leggere la storia delle Ricchezze di Mo Chua (cioè di san Colmano di Kilmacduagh)2, che comincia ricordando che

Mo Chua e Colum Cille [cioè san Columba] erano contemporanei. Quando Mo Chua viveva da eremita nel deserto3 non possedeva altro che un gallo, un topo e una mosca. Il compito che il gallo assolveva per lui era di svegliarlo per il mattutino. Il topo, invece, non gli permetteva di dormire più di cinque ore al giorno. Quando Mo Chua, stanco per aver a lungo vegliato e pregato, avrebbe voluto dormire un po’ di più, il topo gli mordicchiava un orecchio e lo svegliava.

Compito della mosca, infine, era quello di aiutare Mo Chua nella lettura del Salterio, avanzando sulle righe del libro insieme al suo sguardo. E se l’eremita si prendeva un po’ di riposo tra un canto e l’altro, la mosca gli teneva il segno sul libro finché lui non tornava a leggere.

Accadde poi che questi tre validi collaboratori morissero. Mo Chua scrisse allora una lettera a Colum Cille, che si trovava a Iona, in Scozia, per lamentarsi della perdita del suo piccolo tesoro. Colum Cille gli rispose così: «Amato fratello, non ti meravigliare che il tuo tesoro ti sia stato tolto, poiché la sventura colpisce soltanto là dove c’è ricchezza».

______

  1. A Celtic Miscellany: selected and translated by Kenneth Hurlstone Jackson, Penguin 2015 (“Penguin Classics”).
  2. Tratta da O.J. Bergin, Stories from Keating’s History of Ireland, Dublino 1930.
  3. Da intendersi come luogo selvaggio e difficilmente raggiungibile.

 

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