Dice Grimlaico, monaco sedicente «recluso» in diocesi di Metz, intorno al 900, utilizzando per così dire metaforicamente una delle immagini più feroci dei Salmi:
Satana non sa da quale passione l’anima può essere sedotta. Questo è il motivo per cui vi semina le sue erbacce [zizania sua]. A volte semina il seme della fornicazione; altre volte quello della mormorazione o di altri vizi. Fa lo stesso con le passioni, e qualunque passione vede girare intorno a una persona [videt animum declinare], continua a mandarla. Ora, nulla vanifica gli sforzi del demone come lo smascherare i suoi stimoli, e niente lo rende così felice come quando i suoi pensieri sono tenuti nascosti. Dato che il nostro Signore Gesù Cristo ci ha dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni, vale a dire i cattivi pensieri [serpentes et scorpiones, hoc est malas cogitationes], dobbiamo purificare i nostri cuori per mezzo di un’umile confessione e sbattere questi piccolini, i nostri pensieri [parvulos cogitatus nostros], contro il Cristo, poiché quello che è scritto è detto di noi: «Beato chi afferrerà i tuoi piccoli e li sbatterà contro la pietra» [Salmi, 137, 9], e anche: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio».
♦ Grimlaico, Senza che si oda la loro voce. Regola per eremiti, 64, a cura di p. M. Di Monte, traduzione di A.J. Casiraghi e M. Di Monte, Monasterium 2020, p. 219.
