Tutte le cose passate, presenti e future (Dice il monaco, CIX)

Dice Guglielmo di Saint-Thierry, «abate benedettino e poi, per sua scelta, semplice monaco cistercense», tra il 1135 e il 1148:

Il vapore provocato dalla digestione, salendo leggero e soave, tocca dolcemente il cervello [ascendens lenis et suavis, molliter tangit cerebrum] e ne comprime i ventricoli, tanto da far assopire tutte le sue attività: questo è il sonno. In esso, mentre vengono meno tutte le altre facoltà dell’anima, soltanto la facoltà naturale continua ad essere attiva, e opera nel modo più intenso, in quanto tutta la natura è a sua disposizione. L’anima, intanto, quieta nell’interiorità, essendo escluse tutte le funzioni dei sensi, riconsidera in sé tutte le cose passate, presenti e future: questi sono i sogni.

♦ Guglielmo di Saint-Thierry, La natura del corpo e dell’anima (De natura corporis et animae) 1, 11-12, a cura di A. Siclari, Nardini 1991, pp. 69-70 (legg. mod.).

Lascia un commento

Archiviato in Dice il monaco

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.