Archivi del mese: gennaio 2010

Comfort

Secondo il Crisostomo il peccato di adulterio (in realtà il semplice desiderare una donna) in fondo è più grave se viene commesso da un secolare che da un monaco: «infatti non è uguale la colpa di chi, pur avendo moglie e godendo di tale conforto, resta sedotto dalla bellezza d’una donna, e di chi, essendo del tutto privo di quell’ausilio, si lascia vincere da quella funesta attrattiva».

Conforto, ausilio? Quale visione della vita di coppia, del matrimonio, si nasconde dietro la scelta di questi termini?

Giovanni Crisostomo, Contro i detrattori della vita monastica (III, 14), Città Nuova, 1996.

1 Commento

Archiviato in Spigolature

Una giornata da monaco

Quando qualcuno che conosce, e ama, a fondo una «cosa» ne parla, il più delle volte ne risulta un libro privo di fronzoli e molto interessante. È il caso di questa testimonianza di Jean-Pierre Longeat, abate di Ligugé, che stende un «rapporto» sulla sua vita di monaco, oggi, sugli aspetti più ideali e su quelli più pratici, legati alla contemporaneità. Questo, tra le altre cose, colpisce dell’essere monaco: il far parte di una condizione che si appoggia su un arco temporale molto ampio. Alcuni momenti della giornata del monaco sono identici a quelli di millecinquecento anni fa, altri sono tipici dell’altroieri. Restano alcune zone d’ombra, non potrebbe essere diversamente, come la trattazione del corpo e della castità, ma l’immagine complessiva è quella di una forma di vita comunitaria alternativa che può dare buona prova di sé – anche al di là della dimensione della fede, verrebbe da dire.

Jean-Pierre Longeat, Una giornata da monaco, Edizioni Messaggero Padova, 2009

Lascia un commento

Archiviato in Benedettini / Benedettine, Libri

Pensare (il) niente

Osservare, ascoltare, compatire, patire. Ammutolire davanti a certe immagini evocate dal grande repertorio della storia. “Sentirsi un niente di fronte alle massicce cose attuali.” O, meglio/peggio, essere una variante, combinazione di elementi di un insieme. L’apparente ampiezza di tali elementi, e ancor più il gran numero di combinazioni possibili, produce l’illusione dell’unicità. Da cui derivano molte sciocchezze, tra cui questo commovente attaccamento alle proprie opinioni.

Lascia un commento

Archiviato in Pensierini